Mario è un clochard.
Non lo è sempre stato, lo è diventato. Prima era un barbone in attesa che la gente del quartiere si alfabetizzasse.
E ancora prima di essere un barbone nacque e crebbe e parecchio. Si dice che studiò con profitto, diventò architetto. Si dice altresì che il suo divenire rallentò quasi fino alla stasi a causa di affari di cuore. Tipico.
Il partner passa magari anni a frantumarti le palle e meno di un secondo a frantumarti il cervello, sparendo. E così, anche grazie a questa storia, i nativi lo hanno promosso al rango di clochard.
Noi, tutti noi nativi del globo, siamo tutti arrivisti scalatori sociali.
Dunque si può affermare con discreta certezza ed assoluta discrezione che Mario sia un uomo arrivato.

Si muove per lo più in bicicletta. Ritengo che la bicicletta sia un fattore aristocraticizzante. Busto eretto, ginocchia all’infuori, pedalata ipnotica.
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